| Un po' di chiarezza |
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dalla rubrica RISPONDE LO PSICOLOGO(a cura del dr. Giancarlo Signorini)pubblicato su Romagna Gazzette (periodico mensile della Romagna)
UN PO’ DI CHIAREZZA“Dr. Signorini, sento spesso parlare di psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, ma non conosco le differenze tra queste categorie di specialisti, né le loro specifiche competenze: potrebbe chiarirmi un po’ le idee in proposito?” (Risposta) E’ facile fare confusione perché spesso nel senso comune queste figure professionali vengono sovrapposte e confuse, così come le loro competenze professionali. Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza e di sgombrare il campo da ogni possibile equivoco o ambiguità. Innanzitutto bisogna distinguere tra la categoria dei medici, con il suo ordine professionale, e la categoria degli psicologi, che ha il proprio ordine professionale. Nell’ambito di ciascun ordine esistono poi le figure specialistiche. E’ possibile fare un parallelo tra questi due ordini ed esaminarne i livelli gerarchici:
Al primo livello abbiamo il medico (generico) per la categoria dei medici, che è un laureato in medicina con l’abilitazione all’esercizio della professione medica; per la categoria degli psicologi c’è, invece, lo psicologo, che è un laureato in psicologia con l’abilitazione all’esercizio della professione psicologica. Al secondo livello abbiamo, per i medici, lo psichiatra che è un medico con la specializzazione in psichiatria o lo psicoterapeuta che è un medico con la specializzazione in psicoterapia; per gli psicologi, invece, c’è lo psicoterapeuta che è uno psicologo con la specializzazione in psicoterapia. Esiste anche la categoria degli psicoanalisti che include psicoterapeuti, o anche psichiatri, che hanno seguito un ulteriore training (diverso da scuola a scuola) per raggiungere ulteriori e più approfondite competenze nell’ambito della psicologia dell’inconscio. All’interno di ciascun ordine esistono specifici albi per ciascuna figura e specialità; ad esempio, nell’ordine degli psicologi esistono l’albo degli psicologi e quello degli psicoterapeuti. Per tale ragione, al fine di tutelare la propria salute psico-fisica, è importante che qualunque cittadino che ritenga necessario accedere a prestazioni psicologiche si rivolga unicamente a professionisti regolarmente iscritti all’Albo, il cui operato è sottoposto al diretto controllo dell’Ordine competente. Parliamo ora di competenze. Lo psicologo ( mi riferisco qui al solo ambito clinico perché esistono molti altri settori in cui questa figura può operare) svolge prevalentemente attività di consulenza, diagnosi, sostegno, e filtro nei confronti di altre figure professionali. Ad esempio, una persona si rivolge allo psicologo per un malessere che gli provoca disagio e preoccupazione: lo psicologo può allora effettuare alcuni colloqui, ed eventualmente somministrargli un test, al fine di formulare una diagnosi e valutare la consistenza del suo problema; dopodichè può inviarlo da uno psichiatra se ritiene che questa persona necessiti di un intervento farmacologico, oppure inviarlo da uno psicoterapeuta se ritiene che il suo problema sia risolvibile con una psicoterapia; in alternativa potrebbe seguirlo direttamente con colloqui di sostegno se ritiene che questi siano sufficienti ad affrontare il problema in questione. Persone con difficoltà relazionali, esistenziali, lavorative, sessuali, psicosomatiche, affettive, familiari ecc., che quindi manifestano un disagio, oppure (ma la differenza è solo quantitativa) una psicopatologia, possono rivolgersi sia ad uno psicologo, eventualmente psicoterapeuta, sia ad un medico, eventualmente psichiatra. La differenza sostanziale sta nel tipo di trattamento: il medico/psichiatra, in quanto esperto dell’attività anatomo-funzionale del sistema nervoso, cura con i farmaci mentre lo psicologo/psicoterapeuta, in quanto esperto delle dinamiche e dei processi psicologici e mentali, ‘cura’ attraverso lo scambio verbale cioè col colloquio clinico. Il medico-psicoterapeuta può fare l’una e l’altra cosa. Oggi esistono farmaci estremamante selettivi ed efficaci per ogni tipo di patologia psichica e costituiscono l’intervento più rapido ed incisivo nel breve termine; inoltre, in alcuni casi non si può prescindere dal loro utilizzo. Il colloquio clinico, invece, mira ad analizzare i processi, le cause e le dinamiche del disturbo manifestato ed ha per obiettivo quello di una ristrutturazione della personalità assieme al raggiungimento di un migliore ed efficace equilibrio psicologico (mi riferisco, qui, ad una psicoterapia ad indirizzo psicodinamico). Va da sé che i tempi della psicoterapia sono decisamente più lunghi rispetto ai tempi di un trattamento farmacologico: bisogna tenere presente, però, che il miglioramento indotto dei farmaci tende ad esaurirsi con la fine della loro somministrazione, mentre l’effetto della psicoterapia, proprio perché lavora alla radice del problema e mira a ristrutturare la personalità su basi più stabili, è più duraturo nel tempo. Per le patologie di un certo tipo l’intervento più efficace, incisivo e duraturo, la ‘cura’ migliore, si avvale di entrambe le terapie: una terapia farmacologica (per il tempo necessario), assieme ad una psicoterapia psicodinamica o psicoanalitica. Per porre un quesito inviare una e mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |



